INDICE DEGLI AUTORI CITATI

Albrecht, [94].
Alfieri, [135].
Alimena, [102], [103].
Ardigò, [2], [3], [41], [86], [91], [111], [115], [132], [200].
Aristotele, [4].
Bacone, [214].
Ballet, [147], [231], [233].
Bain, [58], [130], [211].
Baldwin, [24].
Barthez, [47].
Béhier, [210]
Benini, [187].
Benedickt, [36], [94].
Bergier, [157].
Bernard, [204].
Berner, [215], [246], [249].
Bernouilli, [191].
Bianchi, [34], [36], [40], [147], [154], [221], [222], [230], [236], [238].
Binet, [222], [233].
Block, [188].
Bodio, [188].
Borri, [235].
Bourget, [239].
Bovio, [120], [184], [185].
Brierre de Boismont, [230].
Brofferio, [219].
Buccellati, [3].
Buffon, [191].
Charma, [232].
Cantù, [176], [177].
Carmignani, [7].
Carrara, [226], [230], [237], [245].
Casper, [7].
Cicerone, [4].
Celso, [253].
Colajanni, [94], [188].
Comte, [263], [264].
Conti, [256].
Conrad, [188].
D’Auria, [271].
Dallemagne, [147].
Dally, [94], [236].
Darwin, [220].
De Blainville, [20].
De Francesco, [271].
De Moivre, [191].
Descuret, [159].
Despine, [5], [65], [116], [128], [135], [142].
Drago, [36].
Dumas, [83].
Egger, [232].
Engel, [188].
Eschilo, [5], [163].
Esquirol, [236].
Euripide, [5], [148], [159], [163], [165].
Fechner, [21], [73].
Ferraris, [188].
Féré, [50], [65], [147], [222].
Ferri, [143], [149], [166], [193], [195].
Ferrus, [5], [65].
Fermat, [191].
Foucault, [22].
Fouillée, [112], [113], [118], [127], [225].
Gabaglio, [188].
Galeno, [4].
Gall, [5].
Gumplowicz, [187].
Garofalo, [102], [140].
Goethe, [134], [135].
Guerry, [187].
Haeckel, [21], [35], [36], [86], [87], [202],
Halley, [191].
Hamilton, [212], [213].
Henle, [132], [133], [134].
Helmholz, [221].
Herschel, [190].
Horwicz, [86].
Hudde, [191].
Hume, [201].
Hunter, [47].
Huyghens, [191].
Ippocrate, [4].
James, [78], [84], [87], [117], [127], [129], [131], [219], [228],
Janet, [90], [236].
Kant, [201].
Kleinschrod, [216].
Körösi, [187].
Krafft-Ebing, [5], [62], [65], [94], [128], [143], [144], [146], [236], [238].
Labeone, [253].
Lange, [40], [84], [87], [130], [240].
Laplace, [191], [195].
Lavater, [5].
Laségue, [236].
Lauvergne, [5].
Lazarus, [228].
Lehmann, [40].
Leibnitz, [191].
Lewes, [20], [86].
Lichtemberg, [134].
Lilienfeld, [187].
Lippe, [8].
Locke, [201].
Lombroso, [5], [6], [36], [38], [50], [70], [142], [156], [161], [166], [167].
Lo-Savio, [187].
Lotze, [86].
Lourie, [28].
Lucas, [5], [65].
Machiavelli, [157].
Magnan, [148].
Maine de Biran, [201].
Mantegazza, [158].
Marro, [6], [66], [67], [82], [140].
Masci, [259].
Maudsley, [65], [67], [68], [94], [219].
Mayer, [188], [190].
Meynert, [40].
Metastasio, [158], [251].
Mill, [86], [124].
Minzloff, [94].
Mittermayer, [3].
Möhsen, [177].
Morel, [5], [65], [147].
Morselli, [86], [203].
Mosso, [130], [222].
Müller, [221].
Nani, [208].
Nicolini, [3], [249], [251], [260].
Nicolson, [5], [65].
Oddi, [28].
Omero, [5], [100].
Orazio, [161].
Pagano, [195].
Pausania, [151].
Petrarca, [161].
Pick, [222].
Pitres, [147], [236].
Paulhan, [126], [232].
Plutarco, [167],
Porta, [5].
Procolo, [252].
Quetelet, [191], [192], [197].
Rawson, [188].
Régis, [147].
Remy, [177].
Renazzi, [215].
Ribot, [85], [90], [92], [130], [148], [217], [218].
Riccardi, [94].
Rivarol, [232].
Romagnosi, [7], [205], [234].
Rossi, [6], [175], [178].
Rousseau, [134].
Rümelin, [189].
Scoto, [177].
Seglas, [147].
Seneca, [161], [162].
Sergi, [64], [85], [88], [94], [173].
Shakspeare, [96], [103], [233].
Sighele, [6], [173].
Schiller, [103].
Schüle, [128]
Smith, [47].
Sofocle, [5], [163], [165].
Spencer, [12], [14], [17], [86], [121], [199], [201], [212], [213], [214], [225].
Spina, [177].
Tarde, [6], [193].
Taine, [232].
Tammeo, [187].
Tetens, [73].
Tissot, [47].
Thompson, [5], [65], [128].
Tommaseo, [156].
Tucidide, [101].
Ulpiano, [252], [253].
Virgilio, [6].
Wagner, [188].
Weber, [21], [73].
Wilson, [5], [65].
Wundt, [10], [28], [29], [73], [74], [80], [118], [125], [127], [128], [132], [209], [219].
Zanardelli, [71], [179], [249].


INDICE-SOMMARIO


Dedica Pag. [v]
Prefazione » [vii]
INTRODUZIONE
1. Contenuto scientifico della psicologia criminale.—2. Processo di distinzionedi qualunque fenomeno; formazione naturale del pensiero.—3.Come sorge l’evento psichico del dato giuridico punitivo.—4. Genesidella sanzione sociale; concetto del dolo nelle fasi evolutive dellacoscienza giuridica dei popoli.—5. Cenno storico dello studio psico-fisiologicodel delinquente.—6. Gli odierni scrittori delle differentidiscipline intorno al delinquente.—7. Stadio integrativo della psicologiacriminale.—8. La teoria dinamica criminale fondamentodegli studî psicologici del delinquente; precedenti scientifici in Romagnosied in Carmignani.
Pag. [1 a 8]
CAPO I.
Le funzioni psichiche criminose.
1. Concetto scientifico della parola funzione.—2. Funzionamento psicofisicoproprio del delinquente.—3. Anormalità del medesimo: leggegenerale di equilibrio violata dal delitto.—4. Il concetto di equilibriopsichico è l’unico criterio di distinzione tra l’uomo normale edil delinquente.—5. L’equivalente etico dello squilibrio psichico;suoi riflessi al dato soggettivo ed oggettivo del delitto.—6. In checonsistano le funzioni psichiche criminose nel loro aspetto intrinsecoed estrinseco.
Pag. [9 a 15]
CAPO II.
Gli elementi psichici criminosi.
1. Legge di continuità nei fenomeni psicofisici; legge di correlazionetra l’essere ed il suo ambiente.—2. La legge di continuità e diambiente rispetto al delitto.—3. Ragioni per cui il funzionamentopsicofisico anomalo del delinquente sfugge all’analisi sperimentale;norme relative alla prova della genesi fisica del delitto.—4. Glielementi psicofisici del delitto e l’interno stato di equilibrio.—5.Stato di equilibrio psichico; forza e movimento; motivo, causaed azione.—6. Che cosa s’intenda per impulso; duplice principiofondamentale della psicologia monistica.—7. La psicofisica ed ilsuo valore nei fenomeni di esquilibrio del delitto.
Pag. [16 a 22]
CAPO III.
La dinamica dei motivi.
1. Centro di attività psichica; che si intenda per motivo, impulso, movente.—2.Motivi sensitivi, rappresentativi ed ideali.—3. Che cosa s’intendaper motivo criminoso; differenza tra i motivi di azioni lodevolied i motivi di azioni riprovevoli.—4. Postulati sull’energia delmotivo e sullo stadio evolutivo dei motivi criminosi.—5. La dottrinadella inibizione, base dinamica della coscienza criminosa.—6.Modi onde avviene il processo integrativo psichico della energiadei motivi.—7. Assimilazione e fusione dei motivi.—8. L’addizioneo la sovrapposizione del processo integrativo psichico dei motivi.—9.Stato emotivo criminoso.
Pag. [23 a 33]
CAPO IV.
Cenestesi del criminale—Fisio-psicologia dei motivi.
1. Cenestesi o sensibilità generale del criminale.—2. Ontogenesi e filogenesidell’anima del criminale.—3. Insensibilità e disvulnerabilitàdei criminali.—4. La eredità.—5. L’infanzia del delinquente.—6.La teoria psico-fisiologica dei motivi.—7. Efficacia attuale e potenzialedei motivi; concomitanti somatici caratteristici del piacere e deldolore.—8. La dinamica del motivo-idea; specificazione dellacoscienza criminosa.
Pag. [34 a 41]
CAPO V.
Il processo cosciente del delitto—Stadio di formazione.
1. Formazione naturale della psiche.—2. I germi malefici del delittonei primordi della vita.—3. La genesi di forze antagoniste nellavita di relazione.—4. Il periodo primordiale di tendenze criminosenel fanciullo.—5. Il secondo periodo formativo della personalità individuadel delinquente.—6. La legge di imitazione nell’infanzia deldelinquente.—7. La selezione organica degli elementi integrativi deldelitto.—8. Il fenomeno della simpatia e le sue leggi.—9. Influenzadell’ambiente di famiglia e del fattore economico sul delitto; la educazioneed i pervertimenti ereditarî.—10. Influenza delle necessitàsociali.—11. Effetto degenerativo dell’azione suggestiva criminosa.—12.Influenza dei motivi sentimentali che agiscono sulla immaginazione.
Pag. [42 a 53]
CAPO VI.
Le norme fondamentali della psicologia criminale.
1. Si riassumono le principali verità in precedenza svolte.—2. Normache guidar deve la conoscenza dei rapporti interni con i fenomeniesterni; legge principale di anomalia del delitto.—3. L’ordinemorale ed il processo di arresto inibitorio.—4. L’autosuggestionemotrice; legge della risultante impulsiva al delitto.—5. Rapportidinamici e logici tra i motivi.—6. Processo organico ed accidentaledei motivi criminosi.—7. Conservazione e sviluppo dei fattoripsicofisici del delitto.—8. Legge di atipicità; tipo antropologicodel criminale.—9. Disintegrazione dell’anima del criminale; dissoluzionedella funzionalità psicofisica organica.—10. In che, psicologicamente,consiste tale dissoluzione.—11. La teoria degenerativadel delitto.—12. La fenomenologia clinica di dissoluzione della personalità.—13.Norma per constatare la ipotesi del processo evolutivodella energia criminosa e la ipotesi d’intervento di qualche affezionepatologica; differenza tra anomalia ed infermità; importanzapsicologica del criterio della pena.—14. Inefficacia scientifica e praticadelle perizie psichiatriche.—15. Disposizioni dell’articolo 46 e 47del Codice penale; quali sieno le norme dei periti perchè riescano aconstatare le condizioni di integrità psichica necessaria alla imputabilitàpenale.—16. Necessità, pel perito, di una seria coltura psicologica.—17.In che consistano il metodo di esperimento e quello diosservazione; l’indirizzo sperimentale nei fenomeni psicologici; comedebbano servirsene i periti psichiatri.—18. Ragioni di antagonismotra periti e magistrati: dovere del perito psichiatra; dovere del psicologoe del giurista.
Pag. [54 a 77]
CAPO VII.
Processo cosciente del delitto—Stadio di sviluppo.
1. Le diverse classi di elementi costitutivi dell’io cosciente del criminale.—2.Sviluppo del carattere individuale; sua importanza nella psicologiacriminale dell’infanzia.—3. Condizioni e modi onde si organizzala coscienza comune e quella del delinquente.—4. Le fasi di successivaintegrazione della psiche del criminale.—5. Esame delle emozionicriminose; le diverse teoriche—6. Svolgimento della essenzaunitaria dell’evento psichico, dalla forma monistica alla manifestazionecomplessa del pensiero.—7. Errori di James e di Lange intornoalla genesi delle emozioni.—8. Natura delle emozioni criminose.—9.Reazione, periodicità, antagonismo delle emozioni: la reazione.—10.La periodicità.—11. L’antagonismo.—12. La dissoluzionepsicologica; teorica meccanica.
Pag. [78 a 93]
CAPO VIII.
Concetto psicologico del delinquente.
1. Che cosa sia il delinquente.—2. Il prodotto psichico del delitto nellostadio di formazione, embrionale o ontogenetico.—3. Il tipo diCaliban nella Tempesta di Shakspeare.—4. Il Tersite di Omero.—5.Caratteri morali dei delinquenti in formazione.—6. L’integrazioneevolutiva anomala del delinquente.—7. Analisi del Riccardo IIIdi Shakspeare.
Pag. [94 a 110]
CAPO IX.
La dinamica della psiche criminosa.
1. Efficacia genetica del motivo.—2. La psicologia delle idee-forze;stadî integrativi di coscienza percorsi dal motivo.—3. Stadio didiscernimento del motivo.—4. Stadio di rappresentazione piacevoleo dolorosa; conseguenze, dei due descritti stadî, nella vita psichicadel delinquente; le manifestazioni istintive; meccanismo dell’attenzionecriminosa.—5. La dottrina della conoscenza ed il problemadel contenuto dinamico del pensiero; l’unità di legge nella natura, nelpensiero, nella storia; come agisca l’energia criminosa nell’atteggiarediversamente la psiche.—6. Influenza della immaginazione o dellafantasia nel processo psichico del delinquente.—7. Analisi, delladetta influenza, specialmente nel delinquente epilettico ed in quelloaffettivo.—8. La legge di rassomiglianza e la legge di contiguitànel tempo e nello spazio, e la dinamica della psiche criminosa.—9.La dinamica psichica del delinquente negli atti del volere.—10.Lo stato di ansia conseguenza della polarizzazione della volontàcriminosa; psicologia dell’emozione della paura; differenza tra l’attospontaneo ed il volontario.—11. Le oscillazioni del volere ed ilrelativo processo meccanico-cerebrale.—12. Gli atti alternanti ointermittenti di azioni di motivi sopraggiunti; esempio dell’Alfierinell’Agamennone.
Pag. [111 a 138]
CAPO X.
Psicologia dell’azione criminosa.
1. Che cosa debba intendersi per azione criminosa.—2. Anomalie edesquilibrio del carattere del delinquente.—3. Stato di esquilibriopsichico del delinquente nato: caratteri distintivi che accompagnanola sua azione criminosa.—4. La organizzazione psicofisica anomaladel delinquente nato: le note culminanti psico-patologiche propriedella sua attività.—5. L’azione del delinquente folle; la pazziaa forma melanconica.—6. La manìa impulsiva; le ossessioni psichichecriminose.—7. Esame dell’Ercole furente di Euripide, esempiodi manìa omicida accompagnata da allucinazione impulsiva; le emozioniossessive con impulsioni di fobia.—8. L’azione criminosa dell’epilettico.—9.La epilessia larvata o equivalente epilettico.—10.Il delinquente per passione.—11. Psicologia dell’odio.—12.Psicologia della gelosia: Fedra e Medea.—13. L’azione criminosadel delinquente per passione: psicologia dell’ira.—14. Esame diOreste, secondo Eschilo, Sofocle ed Euripide, quale esempio di delinquenteper passione.—15. Il delinquente di occasione.
Pag. [139 a 167]
CAPO XI.
Psicologia degli aggregati criminosi.
1. Relazioni tra singole coscienze.—2. Leggi d’integrazione e disintegrazionedella coscienza in quanto si irradia nel mondo psichico esterno.—3.Luce e calore delle energie irradiate; qualità delle correnti diriflesso.—4. Il ritmo dinamico delle psichi concorrenti.—5. L’inconsciodell’anima della folla: la specie di imputabilità dei delittida questa commessi.—6. Organizzazione delle energie della folla.—7.Le emozioni della folla; il loro ritmo di depressione e di esaltamento.—8.L’ esaltamento in forma di psicosi con influsso epidemico;il contagio passionale morboso di sentimenti e di idee.—9.L’azione dei meneurs nella folla.—10. L’associazione per delinquere;germinazione e sviluppo del microbo del delitto associato.—11.La forma e l’esplicamento delle emozioni ed il complesso dei principîetici messi a base delle azioni criminose associate.—12. L’animadella folla e quella delle associazioni criminose.
Pag. [168 a 182]
CAPO XII.
La vita del delitto.
1. Vita individuale e collettiva del delitto.—2. Vita storica del delitto.—3.La necessità nell’apparizione del delitto; teoria del Bovio: lalegge di continuità nel fenomeno del delitto.—4. Coefficiente qualitativoe quantitativo nel processo vitale del delitto.—5. Causalitàed uniformità di fenomeni; contenuto metodico e scientifico dellastatistica; psicologia criminale e statistica.—6. Obbietto della statisticacriminale: valore probatorio delle leggi statistiche.—7. Principiofondamentale del calcolo di probabilità applicato alla vita deldelitto: norme relative ai dati numerici delle leggi statiche e dinamichedel delitto; opinione del Ferri intorno alla influenza dei varîfattori criminosi nella determinazione del delitto; confutazione.—8.Criterî da seguire nel calcolo di probabilità dei dati statistici criminosi.—9.La psicologia criminale etnografica, suo còmpito e suoiprincipali obbietti.
Pag. [183 a 198]
CAPO XIII.
Teoria dinamica della imputabilità.
1. Equilibrio interno ed esterno delle forze; l’idea ed il sentimento digiustizia.—2. Che cosa s’intenda per principio di causalità.—3.I tre concetti onde risulta la imputabilità; intento della psicologiacriminale.—4. I due problemi fondamentali della imputabilità,quello etico e quello del determinismo giuridico: significato e contenutodella morale positiva.—5. La necessità effettuale; il determinismoorganico o determinismo vitale; conseguenze rispetto alla imputabilità.—6.Svolgimento della teoria dinamica del dolo.—7. Dovere,in pratica, di attenersi agli elementi proprî del dolo specifico di ciascunreato.—8. Dottrina del temperamento.—9. I due metodi per laindagine del dolo; il metodo obbiettivo.—10. Il metodo subbiettivo:principio fondamentale della induzione; tentativo d’una logicadella psicologia.—11. Norme imposte al giudice nella indagine deldolo.—12. La prova del dolo nei processi indiziarî; la ipotesi delfatto imputabile.—13. Teoria della colpa.—14. Psicologia dellaprevedibilità nella colpa.—15. La disattenzione e la colpa.—16.Teoria del caso.
Pag. [199 a 223]
CAPO XIV.
Di alcune forme giuridiche della psicologia criminale.
I.
La provocazione.
1. Origine dinamica dello stato affettivo.—2. L’azione di arresto neifenomeni affettivi.—3. Soggettività dell’atto provocativo.—4. Formeanomale di sensibilità nella scusa della provocazione: le illusioni.—5.Le allucinazioni.—6. Il linguaggio interiore; sdoppiamentodell’io, esempio d’un soliloquio di Lancilotto, nel Mercante di Veneziadi Shakspeare.—7. Conseguenza giuridica del turbamento d’animonello stato di agitazione allucinatola.—8. Anomalia incosciented’interno processo provocativo.—9. La provocazione e l’isterismo.—10.La provocazione nei nevrastenici.—11. Psicologia dell’intensodolore.
Pag. [224 a 241]
II.
Legittima difesa e stato di necessità.
1. Carattere di legittimità o di giustizia, di necessità e di attualitànella discriminante della legittima difesa.—2. Studio fisio-psicologicodel meccanismo della difesa dell’uomo: coefficienti fisici, intellettivie morali.—3. Valutazione del timore qual fondamento naturaledella legalità dell’offesa.—4. Psicologia del timore; esquilibriopsichico; coefficienti secondarî della necessità di difesa.—5. Sistemaseguito dal nostro Codice.—6. Delimitazione della legittima difesa.—7.Legittima difesa in persona degli altri.—8. Dello stato dinecessità; suo contenuto giuridico e logico.—9. Teoria dei giureconsultiromani.—10. Differenza tra lo stato di necessità e la legittimadifesa.—11. Estremi dello stato di necessità.—12. Lagravezza e la imminenza del pericolo.—13. L’accidentalità e lainevitabilità del pericolo.—14. Lo stato di necessità per la salvezzadegli altri.
Pag. [241 a 257]
CAPO XV.
Psicologia della prova del delitto.
1. Dovere del giudico in materia penale; le leggi di rito e le idee teoretichedel delitto.—2. La verità storica del fatto; il criterio di verisimiglianza.—3.Necessità d’una psicologia del testimone; guarentigielogiche della prova testimoniale.—4. Qualità del testimone;importanza del suo fondo individuale sensitivo, intellettivo ed etico:il suo fondo sensitivo.—5. Lato intellettivo del testimone.—6. Larelatività delle leggi logiche nella prova testimoniale.—7. Il temperamentoindividuale ed il tempo, dall’avvenuto delitto, son le dueprincipali cause modificatrici dell’opera del testimone.—8. L’ufficiodel giudice, esigenze psicologiche cui egli è sottoposto.
Pag. [258 a 267]
ConclusionePag. [269 a 271]
Indice degli Autori citati» [273 a 274]

ErroriCorrezioni
Pag.5linea22Gasper, FerryCasper, Ferrus
»14»10ad incalcolabilied incalcolabili
»36»8di sanzionidi sensazioni
»71»8quando scrissequanto scrisse
»7»12proestemiprotoestemi
»86»30e volutivee volitive
»105»26non ha significatonon hanno significato
»115(in nota)(68) La psychologie, ecc.(68) Op. cit., pag. 267
»122linea10soppravenutasopravvenuta
»126»1Dalla combinazioneNella combinazione
»132»6è accompagataè accompagnata
»140»24contradditoriocontradittorio
»142»5e daled al
»146»36melinconiamelanconia
»164»37CoroIl Coro