«Alle rumorose sollevazioni sociali in veste politica, che seguirono dal 1806 in poi, sotto nome di brigantaggio, bisognerebbe aggiungere, per intendere la condizione reale della opposizione dei due ceti in molte delle nostre campagne, la ricerca e l’enumerazione minuta d’infiniti casi di sollevazioni locali di contadini, a fin di dividersi terre controverse, in ogni periodo in cui parve meno vigorosa in queste provincie l’autorità dello Stato

«Il grosso brigantaggio tra il 1864 e il 1866 venne meno. Ma le cagioni della lotta feroce non iscemarono di poi, se non qua e colà dove scemarono con i popoli gli odî delle campagne per la cresciuta emigrazione.... E, installato un nuovo ordine di cose, il voluto regime di libertà, il feudalismo di nome fu abolito nelle provincie meridionali, ma non di fatto. Le condizioni dei lavoratori pessime e vivissima la lotta aperta o l’antagonismo latente tra le classi.

«Nè mancarono manifestazioni delittuose collettive negli ultimi tempi, quando non esisteva più il vero brigantaggio.—Incendî numerosi ed estesi, uccisioni di bovi avvennero nel 1877 negli Abruzzi e nel Salernitano, in odio a ricchi proprietari spesso usurpatori di terreni comunali... Altrove, come in un comune di Basilicata, i contadini si sono confederati in setta di mutuo soccorso per false testimonianze, sempre benevole al proprio ceto in caso di liti coi possidenti, per offese private o per quistioni demaniali....»

E perchè ciò? Perdio, come dice il Franchetti, gli abbienti delle Calabrie e della Basilicata sono oppressori disonesti senza averne coscienza...

UN PARALLELO CON L’IRLANDA

C’è di meglio ancora; c’è un isola che più volte si è paragonata alla Sicilia: l’Irlanda. Nell’isola verde la lotta dura da un secolo; le dimostrazioni, i tumulti, le intimidazioni da un secolo vi si alternano colle repressioni violente e colle leggi eccezionali: lo stato di assedio vi fu proclamato cinquanta volte in novantanni circa e sempre inutilmente!

Perchè ciò? Riassumo un lato delle condizioni dell’Irlanda colle parole di un conservatore: del Fournier. I contadini vi sono miserabilissimi, irregolarmente impiegati e male pagati dai fittaiuoli..., le loro abitazioni consistono in un sol vano, che serve al tempo stesso per preparare gli alimenti e per dormire—come in Sicilia. Molti dividono l’abitazione colle bestie da soma, col porco, col pollame—come in Sicilia. Tali abitazioni sono appena chiuse; qualche volta non hanno vetri alle finestre; un foro nel tetto lascia passare il fumo—come in Sicilia. Sono malvestiti e male forniti in quanto a letto e ad utensili domestici—come in Sicilia. Le relazioni dei fittaiuoli coi contadini sono molto tese e i primi si mostrano più arroganti dei membri dell’aristocrazia—come in Sicilia: sempre!

Il Fournier continua: «Il contadino irlandese sa ch’egli è il più male alloggiato, il più mal vestito, il più mal nutrito dell’Europa occidentale ed insorge contro questa situazione.... Su questo popolo eccitato dalla miseria e dalle privazioni, dal timore e dalla collera gli agitatori hanno buon giuoco....»—come in Sicilia.

LE PROTESTE

E come in Sicilia i tumulti si succedono con vertiginosa rapidità e vi si formano associazioni ora legali ora segrete e criminose, che spesso si sostituiscono al governo e dal governo sono più temute e più rispettate. Sorgono perciò i fanciulli bianchi, il ribbonismo, i molly-maguyr, i feniani, la Land league. Alcune di queste associazioni, specialmente quella dei molly-maguyr, per gli statuti, pei principi, per la esplicazione criminosa della loro azione si rassomigliano maravigliosamente alla mafia.