LE STESSE CAUSE DANNO GLI STESSI EFFETTI

Il parallelo tra l’Irlanda e la Sicilia potrebbe essere continuato e riuscirebbe oltremodo istruttivo nella parte politica; ma ciò mi pare che basti per dimostrare che senza il menomo intervento del socialismo le stesse cause hanno prodotto gli stessi effetti che in Sicilia. In Irlanda e in Sicilia riescono gli agitatori perchè il terreno è adatto e fatalmente devono sorgere con qualunque nome e sotto qualunque bandiera.

A coloro che per ignoranza o per malafede non sanno scorgere nei tumultuosi fenomeni sociali che la mano di sobillatori ripeterò le parole dell’arguto Gian Luigi Courier: les vrais sèditieux sont ceux qui en trouvent partout.

GLI ECCITAMENTI NELLE RIVOLUZIONI

Questo mio modo di vedere è il prodotto della sincera convinzione che mi sono andato formando colla osservazione dei fatti; nè la enuncio ora per comodità di difesa di amici politici e di avvenimenti ad essi voluti intimamente connettere, ma la manifestai, ampiamente e in termini identici, dieci anni or sono quando ero ben lungi dal prevedere le dolorose contingenze odierne. Allora riportai un caratteristico brano del Montchretien—uno scrittore francese del secolo XVII—e nell’occuparmi dei rapporti tra rivoluzione ed evoluzione conchiusi con queste parole, che tornano più che mai opportune adesso: «Gli scoppi, i cataclismi non avvengono per gli eccitamenti di coloro, che la rivoluzione predicano come una teoria, come unico mezzo di salute. Essi da soli, colla decisa intenzione di provocarla, non approderebbero all’intento, quando anche fossero assai più numerosi di quel che sono, se altre condizioni determinanti non esistessero. Non si designino quindi alla pubblica esecrazione e non si rendano responsabili di avvenimenti, che si svolgono indipendentemente dalla loro volontà!»[50]

NOTE:

[47] Mi consta con sicurezza che iniziato il periodo della reazione le autorità militari dell’isola volevano ad ogni costo farmi arrestare. Devo la libertà a qualche eminente magistrato; ed io che ho sentito e sentirò il dovere di biasimare la magistratura in più occasioni, sento per questo l’obbligo di manifestare pubblica e sincera riconoscenza.

[48] Le condizioni ecc., p. 80. Erra di gran lunga il Di San Giuliano quando afferma che le condizioni della provincia di Catania sono le più tristi, poichè assai peggiori sono quelle del resto della Sicilia.

[49] Abolirono tasse locali, le ridussero, soppressero alcune spese facoltative nei primi di Gennaio 1894 i municipî di Marsala, Trapani, Canicattì, Gibellina, Misilmeri, Termini-Imerese, Cefalù-Diana, Castrofilippo, Gratteri, Ravanusa, Casteltermini, Montevago, Aragona, Menfi, Cinisi, Bisacquino, Vita, S. Biagio-Platani, Piazza-Armerina, Carini, Santa Ninfa, Castellammare, Ribera, Sambuca-Zabut, Aidone, Modica, Chiaromonte-Gulfi, Francofonte, Francavilla, S. Giovanni-Gemini, Calatafimi, Villarosa, Licata, Caltanissetta, Resuttano, Alimena, Collesano. Villafrati, Lercara, Malvagna, Ciminna, Baucina, S. Mauro-Castelverde, Valledolmo. La lista è tutt’altro che completa e sarebbe assai istruttivo che lo fosse e fossero note le concessioni fatte in seguito ai tumulti.

Avverto che in generale la stampa di tutta Italia non si è ingannata sulle cause che generarono i tumulti siciliani. A Roma il Fanfulla, l’Opinione, il Diritto le esposero sommariamente ed esattamente. Vanno poi specialmente ricordati per onestà e precisione d’informazioni: Il Secolo e il Corriere della sera di Milano, Il Resto del Carlino di Bologna, La Tribuna, il Messaggero e Il Popolo Romano di Roma. A questi giornali, ai loro direttori e corrispondenti va data una sincera parola di lode.