Che harremo un solo, e non tanti patroni

S

Mai sì alegri miei spirti, anco, non forno

Che sequitando come sai, tal ballo,

Non riceveva se non, danno, e scorno,

E non v'è troppo, che Avido vassallo

Come, imbriaco in mio dispregio, volse

Con la padella, donarmi, un cavallo

Livida poi pensar, mo, se 'l mi dolse

E tanto più, che le mie cose havea,