Suo, non temete hor, che gli è freddo giaccio

Dil tempo, eccovi il corso: il qual dispenso

In virtù, noscho qui: che a l'huom riserba

Nome in vita, e dopoi, cellebre, e immenso

Di morte poi, ecco la falce acerba

Dila qual non spavite: che nel fondo

Hor iace, ogni possanza sua, superba

Questi, son quelli, che domano il mondo

Quai n'harran forza in voi: se a tal dechoro

Porgerete le orecchi, e il cor, iocondo,