Ivi apresso le mura, un vago volto
Veder, più bel, di quel, che accese, Marte
Sì che gli è quello, questa volta, stolta
Orio divien: a sua tanta, beltade
Ecco che 'l va, che pargli il spirto tolto
Ella camina, e d'una voluntade
Mi paion ambo, e questo sol voglio
Per meglio pro mia falce, né lor biade
Ir voglio per vederla, inanti, anch'io
Provida ella, è che la sia mi glorio