Che tal diletto, in me sentir non soglio
Et al bel volto tuo, d'amor, accenso
Gratie rendo infinite, de un tal dono
Qual fin sotterra, portar meco, i' penso
O lieto dì, per cui felice, io sono
O dolce tempo, o aventurato loco
Cagion da terra, alciarmi, al sacro trono
Altra gratia dal ciel, più non invoco
Se non che degno, facimi, al tuo albergo
Ch'io venga a star, e a parlar teco un poco