—Mi piacerebbe che non mi confrontaste troppo colle altre donne. È poi vero che mi assomigliano? Faccio una vita troppo diversa dalla loro per non essere un po' diversa anch'io. Intanto vi dichiaro che di questa improvvisata la parte che preferisco è proprio quella che conoscevo già.
—Cugina, voi mi guastate.
Disse così, ma mi accorsi che il complimento gli avea fatto piacere. Quando era contento i suoi occhi brillavano in un modo affatto speciale e stringeva le labbra quasi stesse assaporando nell'aria una fuggente sensazione di voluttà.
—Sapete, poichè il guasto lavora ed io sento che sto per diventare importuno, che potreste farmela anche voi una bella improvvisata?
—Per esempio? (il cuore prese a battermi).
—Penso che una piccola diversione, venti minuti di cammino, vi condurrebbero alla Querciaia. Deve essere del tempo assai che non la vedete ed io sarei fiero di mostrarvene i miglioramenti.
Prima che io aprissi bocca, Alessio gridò:
—Sì! Sì! andiamo alla Querciaia.
—La visitai due o tre volte quando c'era vostra madre, ma siccome la cara donna era inferma non potei vedere nulla oltre il salottino dove ella stava abitualmente.
—E la sala vecchia?