«O piccola fata, lascia che, come segue la fortuna, preceda queste pagine, nel mio pensiero l'immagine tua… Quando i tuoi labbrucci si schiudono verso di noi e il lieve sospiro del tuo cuoricino si confonde col nostro, non ti dice, Lina, quella gara di baci qual vuoto crudele la tua presenza ha colmato?»

«L'azione del racconto è semplicissima e si svolge con la più serena naturalezza.

«La falsa posizione di una giovine donna moglie a un uomo che non sa nè può amare, costituisce la tela nella quale è ricamato il racconto. Paolina, che potrebbe abbandonarsi nelle braccia di Massimo è trattenuta dal culto per la sua bimba morta sulla tomba della quale ella si reca con Massimo a piangere e pregare.

«L'autore dell'Abbandono e delle Macchiette, possiede oltrechè una intuizione felicissima nel tratteggiare i caratteri, una stupenda tavolozza per dar risalto alle figure e all'ambiente nel quale le fa muovere e agire. E però reputo che la lettura di questo nuovo suo libro piacerà senza dubbio a tutti, perchè non soltanto è dilettevole, ma pure naturale.»

Dall'Alabarda Triestina (Luglio 1888).

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A. G. CAGNA
ALPINISTI CIABATTONI

Elegante volume in-16 con copertina illustrata L. 2.

«L'autore di Un bel sogno, di Noviziato di sposa, di Provinciali, ecc., ingegno facile e geniale, ha voluto questa volta far passare un'ora di buon umore ai suoi lettori. In questo racconto pieno di verve, pieno di trovate, l'autore ci descrive con evidente verità le avventure di un Alpinista… ciabattone, appunto una specie di Tartarin italiano; e v'è riescito così bene, da far ritornare ai bei tempi del Ghislanzoni.