Appunto—riflettè Marta intanto che Appollonia cercava la chiave—come mai mia suocera, che era tanto accorta e previdente, si acconciò a prendere una serva giovane quale doveva essere costei allora?
—Appollonia, quanti anni avevi il giorno che venisti in questa casa?
—Ventiquattro, venticinque o ventisei, non lo so neppur io.
—Eri però giovane.
—Oh sì, signora, ero giovane.
Marta non voleva esprimere tutto quanto il suo pensiero, scrutando la fisionomia della serva, sembrandole al disopra di ogni sospetto; e tuttavia dubbiosa, per quell'eccesso di zelo che in ogni cosa dimostrano i novellini.
—E non hai mai pensato a prendere marito?
Tale domanda fu lanciata così a bruciapelo, che Appollonia sollevò gli occhi e trasse le mani dal mucchio di ferravecchi, restando a bocca aperta, tra il vergognoso e il meravigliato: finchè calma, calma, scuotendo il capo e rimettendosi carponi, rispose:
—Chi vuol mai che mi prendesse!
Non v'era in queste parole neppur l'ombra del rammarico, dell'ira o dell'invidia; nessun lampo di desideri assopiti, nessuna puntura di vanità, niente altro che la semplice, serena accettazione del fatto compiuto.