Quando la cameretta nuova fu compita, misurò quattro passi in largo e cinque in lungo, e, per suggerimento dei pastori, venne confitta ad una delle pareti, la meglio riparata, una specie di alcova, molto simile ai lettucci delle cabine nei bastimenti e precisamente eguale a quelle che usano molti montanari, sia per economia di spazio, sia per tenersi più caldi. In questa nicchia, sopra un saccone ripieno di foglie bene asciutte, le gemelle dormirono per la prima volta al soffio dei venti di marzo, che urlavano nelle gole alpine; ma tenendosi abbracciate, sognarono insieme che le nevi erano già scomparse, che i sentieri si coprivano di rose…
PARTE TERZA
MISTERO.
Un giorno tutta la valle, le vette e i boschi folti d'ombra primaverile rimbombarono per un colpo formidabile e strano. Sembrava un muggito, un urlo prolungato d'eco in eco, il grido di un appello disperato, o lo scoppio di una collera terribile. Eppure il cielo era del più limpido azzurro, e fin dove l'occhio poteva vagare non scorgevasi che la linea immobile dei prati, dei piccoli sentieri onduleggianti sul pendio. Nel fitto degli alberi cantavano tranquillamente gli uccelli, e le farfalle si libravano a volo punteggiando di macchie azzurre, bianche e dorate l'uniforme verdezza delle siepi.
—Padre, che è ciò?
Erano accorse le fanciulle, ed abbracciavano sbigottite i ginocchi del loro protettore.
Un secondo scoppio e un terzo li tenne per qualche istante riuniti e stretti, nell'ansia di un silenzio che sembrava non dovesse rompersi più.
Finalmente il solitario rialzò le fanciulle, e disse:
—Non temete. Riconosco questi rumori. Sono gli uomini che lavorano per cambiare l'opera del Creatore. Epperò, se Dio lo permette, inchiniamoci e preghiamo per loro.
Pregarono esse come solevano, insieme al buon padre, senza comprenderlo mai interamente Però verso sera, essendo cessati i rimbombi, Mària s'accostò di nuovo e chiese: