Mi danno gusto che ci sia la Morte.
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E così facess'ella il proprio offizio
Com'ella deve; e dèsse in capo a quelli
Che sono la sentina d'ogni vizio;
E non aprisse, che tardi, gli avelli
Agli uomini dabbene e di giudizio;
Ch'io le vorrei con marmi e con pennelli
E con inchiostro farle elogi tali,
Che uscirebbe dal numero de' mali.