Sedea piangendo il mio crudel destino;
Chè bella donna, ma piena d'orgoglio,
Amava io tanto, che sera e mattino
Mi moriva d'affanno e di cordoglio,
Perchè m'odiava lontano e vicino.
Ella, mossa a pietà del mio tormento,
Mi fe' quel dono; e ne restai contento.
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Quindi soggiunse che alla vaga Eléna
Altra ne diè che, stemprata nel vino,