La giovin compiacerlo, egli in vigore

Di quel mio troppo misero contratto

M'astrinse a fargli agevole il favore;

Ond'ei rimase appieno soddisfatto,

E in me doppiossi l'affanno e il rossore:

Chè, benchè nell'inferno io peni assai,

Come quel dì non fui misero mai.

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Ed allor fu, signor, la volta prima

Che m'apparver le corna in su la testa,