E di costoro abbonda il secol nostro,

E Italia nostra più che Egitto assai;

C'hanno il core più nero dell'inchiostro,

E non credono in Dio, nè credêr mai;

E vaghi solo d'ammantarsi d'ostro,

O d'altri ricchi e venerandi sai,

Si fingono Macarj e Ilarïoni,

E son Decj, Caligoli e Neroni.

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Lascia costoro, e in corte se ne passa,