Gli affibbia un pugno sopra l'occipizio.
A Rinaldo la flemma a un tratto scappa,
E le gambe dell'oste afferra e acchiappa;
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Poi s'alza, e a tondo per la stanza il gira,
Come la fionda il giovinetto Ebreo,
Con cui tutta fugò la gente Assira,
E il gigante fierissimo abbatteo.
La moglie di dolor piange e sospira;
E tanto in lui il piagnere poteo,