E quando giace in alcuna sventura,

Sperando il bene disacerba i mali;

E non fa come il nostro Ricciardetto,

Che vuol per doglia trarsi il cuor dal petto.

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Il re di Nubia ebbe miglior cervello,

Che tanto tempo perduta Despina,

Non cercò di capestro o di coltello

Per fare al suo dolore medicina;

Ma dormì queto; e del buono e del bello