Va il palco a terra, e la gente sossopra:

Chi più fugge, ha più senno: i re meschini

Non scendono dal trono per paura,

E stan guardando de' suoi la sventura.

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La bella Argéa fu presto liberata;

Tanto spavento ciascheduno impiglia.

Ma mentre quella coppia infurïata

Uccide, storpia, rovina e scompiglia,

Eccoti cosa barbara e spietata,