All'erba tanto prodigiosa e rada

Che fa venire il sonno da lontano;

E con essa percuote il grugno all'Orco,

E fa che dorma e russi come un porco:

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E con l'erbe salubri il petto e il volto

Tocca d'Argéa e di Corese ancora;

Talchè ritorna in loro il quasi sciolto

Spirto, e le guance loro ricolora:

Ma di tornare in suso il modo è tolto,