Segno a ognun che tacesse, diede in pria
Un ardente sospiro, e quei fu breve;
Poi disse ad alta voce: Io non son mia,
Nè di quel d'altri disponer si deve
Senza permissïon da chi che sia.
A Ricciardo donai me stessa e il core;
Ond'egli è solo il dolce mio signore.
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Ed ho sì gran piacer di questo dono,
Che niun tempo verrà ch'io me ne penta;