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E vuol, chïunque nel tempio penètra,
Despina rea, e lui giusto confessi;
E chi ciò nega, fa scrivere in pietra,
O che coi mille alla pugna s'appressi;
O se pur grazia dalle stelle impetra,
Essendo ei sol, che quei restino oppressi,
Debba seco pugnar, del cui valore
Libia avvezza ai spaventi n'ha terrore: