Figlia, diceva, il giusto Dio proveda
Al tuo dolore: il mio fato inumano
E il tuo ci han fatti una misera preda
Di questo mostro, che ragione e Dio
Non cura, e segue solo il suo desío.
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Un pezzo io ti pregai che tu stringessi
La tua con la sua mano, e in questa guisa
Te alla tomba, e a morte me togliessi:
Ma quanto or lieto nella valle elisa