[57]. Barboni per frati dice spesso il Gigli. V. il ritratto del P. Campana negli Scritti satirici, Ed. cit., pag. 6, nota 1. — Per il culto di San Cresci, vedi Annot. 1.ª alla Spediz. XVI del Gazzettino, Ediz. Fanfani. Il Santo ricordato scherzosamente dal Boccaccio, fu una grande occupazione pei bacchettoni di quel tempo, e un grande spasso pei letterati. Il Padre Campana, il Canonico Mozzi, l'Abate Gondi e il Conte Fede sono i Cresciani più derisi dal Gigli.
[58]. Lettera di Francesco Onorato Tondelli scritta al Gigli per ordine del Serenissimo Gran Principe Giov. Gastone; premessa alle Lettere Medicee nel Vol. degli Scritti satirici.
[59]. Morì a 58 anni nel 1853. Fu prete, e come il Forteguerri, buono d'animo, vivace d'ingegno, e nemico d'ogni ipocrisia e d'ogni affettazione. Se il Forteguerri ebbe pei suoi sali il soprannome di Lepido, anche le facezie dell'Jozzelli erano e son rimaste popolari in Pistoia. Noi che siamo stati suoi alunni, sappiamo quanto nell'imparare ci risparmiasse di fatica la sua parola chiara ed arguta, e sappiamo anche la differenza del piacere e del profitto tra la sua e la lezione d'ogni altro. Poco egli scrisse sì in verso che in prosa, e questo poco fu raccolto dopo la sua morte e pubblicato, con un cenno biografico, da Giuseppe Arcangeli (Pistoia Tip. Cino 1853). Ci è anche qualche altra cosa d'inedito, che può essere pubblicata, e spero che sarà presto. Ecco intanto il Sonetto contenente il suo ritratto che mandava al suo caro e spiritoso amico Dott. Luigi Capecchi, sonetto che il compianto Capecchi mi dava già il permesso di pubblicare nel Giornale dei Comuni di Pistoia (Febbraio 1867) e che qui riproduco con la letterina che l'accompagna:
Caro Dottore
Pistoia 5 Giugno 1845.
Eccoti in quattordici versi un Ritratto che potrai, volendo, appiccare ad una pagina del tuo bellissimo Album. Ho voluto delineare nel fisico, nel morale e nelle sue circostanze, un prete amico nostro, di buonissimo umore, a me caro tra quanti ne conta la Tribù di Levi. Io lo conosco intus et in cute perchè visse continuamente con me, e nacque da mia madre, nel medesimo giorno, anno ed ora in cui nasceva io stesso. È prete spicciolo che non è nulla nella Gerarchia Ecclesiastica; neppur Canonico.
Pallido, emunto, ma sereno il volto
Che mal nasconde del pensier l'arcano;
Il piè leggiero, agile il fianco e sciolto;
Asciutto il ventre e scarso il deretano;