Fu perch'egli contò fra i convitati,

Cristo per uno, e poi trovollo trino.

Ma Cristo, acciò il meschino

Non restasse scornato in faccia a tanti,

Gli fe' l'acqua passar per vin di Chianti. —

[63]. Reginaldo Tanzini nella dotta Prefazione alla Istoria dell'Assemblea degli Arcivescovi e Vescovi della Toscana tenuta in Firenze l'anno 1787 (Firenze, Stamp. Granducale 1788) tocca dello stato della Diogesi pistoiese alla metà del Sec. XVIII; e venendo a parlare del Vescovo Ippoliti, dice: «Mons. Giuseppe Ippoliti secondò a maraviglia il piano che gli avea disegnato il suo antecessore, ed era per condurlo al suo compimento, se la morte non lo avesse rapito dopo pochi anni del suo passaggio dalla cattedra vescovile di Cortona a quella della sua patria. Allora fu che cominciarono per opera sua a girare tra le mani degli ecclesiastici i libri de' Porto Realisti. L'Arnaldo, il Nicole, il Duguet, il Gourlin, il Quesnello non furono più per la Diogesi di Pistoia nomi incogniti, nè le loro opere straniere a quel Clero. Il P. Liborio Venerosi era stato il primo a farle conoscere e gustare all'Ippoliti nel tempo che dimorò con lui nell'Oratorio dei PP. di S. Filippo di quella città.»

[64]. Della Poesia Melica italiana e di alcuni poeti erotici — Discorso premesso all'ediz. diam. dei Poeti Erotici del Sec. XVIII pag. XVIII; Fir., Barbera, 1868.

[65]. «È la colomba (commenta il Landino) animale molto lussurioso, e per questo gli antichi dedicarono la colomba a Venere.»

[66]. Del Pievano Jacopo Lori di San Marcello, Lezione recitata alla Società Colombaria il 16 Gennaio 1853; nelle Prose del Prof. Giuseppe Arcangeli (Firenze, Barbera, Bianchi e Comp., 1857), pagina 376.

[67]. La missione fu a Gian Gastone, nel Luglio 1773, per alcuni affari importanti della Congregazione di Propaganda; e ciò si rileva dal Breve pontificio (che il Prior Bernardino riferisce) molto onorifico per Niccolò, il quale da Clemente XII è presentato al Granduca come figlio diletto, genere virtute doctrinaque conspicuum. Compiuto l'alto ufficio con moltissimo suo onore e sodisfazione di tutti, venne a Pistoia; dove si trattenne fino al 20 Novembre per godere della sua cara villeggiatura, che fu l'ultima cominciandogli già i segni della mortale malattia.