A me dolce cotanto e tanto cara,

Che immaginar non sonne altra migliore;

Perchè per essa Amore mi prepara

Un nobil troppo, e troppo bello ardore.

Chè se la voglia assai rapace e avara

Di chi vi tolse al caro genitore

Restava spenta da benigno fato,

Quando stato sarei sì fortunato?

27

Quando veduto avrei un sì bel viso,