A me dolce cotanto e tanto cara,
Che immaginar non sonne altra migliore;
Perchè per essa Amore mi prepara
Un nobil troppo, e troppo bello ardore.
Chè se la voglia assai rapace e avara
Di chi vi tolse al caro genitore
Restava spenta da benigno fato,
Quando stato sarei sì fortunato?
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Quando veduto avrei un sì bel viso,