Che quando sì d'Angelica mi accesi,

Che non fu ferro al fuoco mai sì caldo,

Quant'io era, sua mercede (O male spesi

Pianti e sospiri! O mal costante e saldo

Amor, per cui lo mio Fattore offesi!

Ma il fatto è fatto, e non si può disfare;

E spero in Dio che se n'abbia a scordare);

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Feci per lei, se ben te ne sovviene,

E teco e con altrui battaglie strane;