Che quando sì d'Angelica mi accesi,
Che non fu ferro al fuoco mai sì caldo,
Quant'io era, sua mercede (O male spesi
Pianti e sospiri! O mal costante e saldo
Amor, per cui lo mio Fattore offesi!
Ma il fatto è fatto, e non si può disfare;
E spero in Dio che se n'abbia a scordare);
28
Feci per lei, se ben te ne sovviene,
E teco e con altrui battaglie strane;