E mi son sopra più di mille a un tratto.

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Io con quello strozzato ancora in mano

Lo giro a tondo, e mi faccio far lato;

Poi lo scaglio da me tanto lontano,

Che Galafron, ch'era al balcone andato,

Udendo quel tumulto così strano,

Ebbe a restarne quasi sfragellato:

E lo spezzava appunto come un vetro;

Ma lo colpì con le parti di dietro;