Sol Ganellone si gratta la pancia;
Chè gode di veder Carlo in periglio
Di prigione, di morte, o pur di esiglio.
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Una turba infinita di Lapponi
Era venuta co' Cafri e Negriti,
Con animo di far tutti prigioni
I celebrati paladini arditi.
Quei di Cafria parevano torrioni,
E tali mazze avevano fra' diti,