Come a Parigi egli ha lasciato appresso,
E che saranno ormai giunti alla porta,
E forse entrati in quel momento stesso,
Ulivieri, Selvaggio e il buon Dudone,
Che han mano e petto e fronte di lïone,
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Quando in Parigi si sparse la nuova
Che i tre son entro, e gli altri non son lunge,
Della città la faccia si rinnova,
Nè tema nè dolore alcun la punge.