Monta a cavallo siccome egli è nato.

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L'esercito de' perfidi Lapponi,

Che son trecentomila, non s'è mosso;

Ma per le ville se ne va gironi,

E ammazza e ruba, e poi si reca addosso

Quanto può di galline e di capponi;

Indi si mette dentro a un qualche fosso,

E divora così le altrui fatiche;

E sembra un'adunata di formiche.