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Poi gli cura la piaga, e glie la fascia;
Ed era piaga da guarirne presto.
Indi si parte, e soletto lo lascia,
Per girne a Carlo. Addolorato e mesto
Ferraù cade in così grande ambascia,
Che disperato si forma un capresto
Della cavezza del cavallo, e gira
Con gli occhi, per veder se un arbor mira;