Com'è dover, del miser Ricciardetto,
Che si dispera, e dassi alla ventura,
Tanto è l'aspro dolor che chiude in petto,
Per lei seguir, che il fugge e il cuor gli fura.
Ma prima andiamo a cena, e poscia a letto;
Chè con voglia di fame e di dormire
Ben si può sbadigliar, ma non già dire.
CANTO NONO
ARGOMENTO
Lasciato il bel Ricciardo in grande arsura,