Disse a Fioretta: Le tue guance smorte
Rallegra pure, e non temer di nulla;
Chè oprasti da onestissima fanciulla.
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Duolmi sol di aver dato acerba e trista
Morte a tuo padre, a cui non si dovea.
Poi disse a Astolfo: Or vedi che si acquista
Per gir dietro a una voglia iniqua e rea?
Che bella cosa, degna d'archivista,
Sarebbe stata, se in quella platea