Ora alberga di Nice in su le ciglia;
Quindi ritorna a rallegrar le stelle,
Ne fa distinzïon tra Giove e quelle.
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Ond'è che in verno si lusinghi e spere
Unire a signorìa vero diletto,
Chi tien parte del mondo in suo potere;
Chè acerbe cure egli ha a covare in petto,
E d'ogni cosa sempre ha da temere:
E con ragion, perchè il Fabro perfetto,