Ma quando a sè vicini ella gli scorse,
Ruppe il bel canto, e con gentil sorriso
Verso di lor nè camminò nè corse;
Ma venne con tal grazia e con tal viso,
Che Astolfo i labbri per stupor si morse,
E disse: Amici, siamo in paradiso:
Sì bel suon, sì bel canto e sì bel muso
Delle mortali cose ên fuor dell'uso.
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E qual fortuna, disse, o cavalieri,