E scrive Orlando a Carlo due versetti,

Ma saporiti, ne' quali gli dice,

Che degl'ingrati veri e più perfetti

Egli è capo, egli è corpo, egli è radice;

Ma che s'altri fa mal, ben non aspetti,

E ch'egli non sarà sempre felice:

Ed altre cose sopra questo andare,

Che lo potranno certo disturbare.

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E datala ad Astolfo, dalla Giara