Intanto giunti eran di Carlo in corte
Astolfo ed Ulivieri; e a Carlo in mano
Dato il biglietto Astolfo, fece smorte
Carlo le guance a quel linguaggio strano:
Poscia infierito il nobil vecchio e forte
Disse: Me chiama ingrato ed inumano
E assai s'inganna; ch'io son giusto e pio,
Com'esser dee chi sta 'n luogo di Dio.
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Chè se la sua virtù ci ha liberato