Non più si conosceva; e al volto e al nome
Terribil cosa e barbara parea,
Di che la sventurata ognor piangea.
17
Indi soggiunse che un fiero gigante
La guida sempre: e qui si tacque e sparve.
Non così l'egro misero ed ansante,
Nel sonno oppresso da fantasme e larve,
Tranquillo destò il fosco suo sembiante,
Come sul volto di Ricciardo apparve