La tigre allor bandisce dal suo seno
Ogni spavento, e di ferocia scema,
Anzi libera affatto, a Ricciardetto
Corre, e gli lambe i piè colma d'affetto.
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Volea pur dirgli: Io son la tua Despina;
Ma non poteva. E Ricciardetto a lei
Dicea: Mia vita, la bontà divina
Ritorneratti i biondi tuoi capei,
E i begli occhi e la fronte alabastrina.