Evvi d'aranci e cedri un bosco grato,
Mirabilmente di fontane adorno;
E quanto puote aver l'arte pensato
E la natura, egli era in quel contorno.
Mi duol che Cafria ell'è troppo discosta;
Che per vederlo vorre' andarvi apposta.
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Nel bel palazzo poi, che pazzo fora
Chi ne volesse altrui mostrar la pianta,
L'allegrezza e il piacere vi dimora,