Che sciolto e rotto a lungo andar non sia;
E la costanza è un nome che si finge
E non si trova, e massime tra quelle
C'hanno la fama di leggiadre e belle.
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Chè sebbene sprezzò di Serpedonte
Le nozze, e viva andar sotterra volle,
Piuttosto che con esso ornar la fronte
Di regal serto; non pero s'estolle
Sì la mia speme, che il timor sormonte.