Chè come nobil pianta giovinetta

Cinge d'intorno il villanel di spine,

Acciocchè qualche fera maladetta

Non la guasti col dente o la ruine;

Così donzella in sua magion ristretta

Star deve, onde nessun se le avvicine;

Chè, perduto il buon nome, una fanciulla

Per bella che si sia, non val più nulla.

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La giovine chiamata era Almerina,