Pregò l'eterno Padre, e di buon core,
A perdonarli un così grave errore.
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Ferraù, che non sa ciò che si gracchia,
Dice: Rinaldo mi fe' peggio assai.
Fidelbrando a tal voce si sbatacchia,
E grida: Figliuol mio, che di' tu mai?
Ed egli: Padre, il tristo in una macchia
Castrommi con un ferro da beccai;
E quasi poco gli paresse questo,