Ma come fassi a furïoso infermo

Dal fisico perito che lo cura,

Con fronte corrugata e volto fermo

Lo guarda e grida; Già che non ti cale

Vita, nè fama, nè gloria immortale;

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E risoluto sei che qui ti copra,

Giovin meschino, un vergognoso obblìo.

Vanne alla fonte, ove avverrà che all'opra

Stimerai troppo vero il detto mio;