Della bella fanciulla l'ombra vana

Getta le braccia; e vero assenzio beve

Ricciardo, l'opra lui parve sì strana.

Ma gelosìa fuggissi in tempo breve;

Chè la scaltra donzella aspra, inumana,

Prima nel collo e poi nel petto spinse

Dell'ombra il ferro, e al parer suo l'estinse.

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Indi la testa gli recide, e corre

Verso il palazzo, e va gridando: Aprite.