E di Corese saluta piangendo
I due pedoni; e in sostanza chiedea
Da loro ajuto nel periglio orrendo
Di vita, in cui ponevale la rea
Donna che quivi ha l'impero tremendo:
E se l'ajuto non veniva presto,
L'avrìa tratte di vita un vil capresto.
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Ad una voce gridano ambidue:
Eccoci pronti. Ed ella: Vi conviene