Di teste e colli d'orridi serpenti

Ondeggia tutto quanto il largo prato,

Come di giugno a' zeffiri clementi

Si muove il grano tra verde e seccato.

I fischi strani e l'aspre fiamme ardenti,

Che gettavan le ree per ogni lato,

Recavano alla vista ed all'udito

Uno spavento, un affanno infinito.

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Queste d'intorno al forte cavaliere