Quando il cavallo, che non mangia biada,
Le sue zampe a menar comincia in fretta
Sul cristallino masso; e mena mena,
Lo spezza sì, che quasi fanne arena.
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Dopo l'un rompe l'altro, e in poco d'ora
Tutte son rotte ed anzi stritolate.
Ma libertà che serve a chi divora
La cruda fame? E in casa delle Fate
Non c'è pane, e nè meno acqua di gora;