Un grande uccel, che prima ancor che luca

Il giorno, dal gabbione lo disserra,

Ove lo tien la maga Arimodìa,

E per cibarci a noi quassù l'invìa.

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E questo uccello ancor lettere porta

A me della sua maga, e vuol risposta:

Or che degli occhi in me la luce è morta,

Tornerà indietro con la sua proposta:

E Arimodìa, fata tanto accorta,