E d'acqua pura un ampio vaso e strano;

Che appunto è quell'umor tanto diletto,

Che su' nostri occhi gocciando pian piano

Li chiude; e in chiuder quelli, affatto scioglie

Le membra tutte, e il vigor suo lor toglie.

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Melena di quell'acque zitta zitta

Empie una fiasca, e se la batte via;

E con la mano manca e con la dritta

Le lattughe a strappar non è restìa;